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MINIERE DI TERRINCA
Itinerario
( I Colombani, Giornale della Comunità di Terrinca, n° 16,
2002)
Il territorio di Terrinca, seguendo le indicazioni provenienti dalla
letteratura storica locale e da studi compiuti da vari ricercatori,
presenta diverse attrattive dal punto di vista dei siti minerari e
delle località dove possono ritrovarsi piccoli giacimenti di
ferro, piombo argentifero, mercurio, rame che in passato sono stati
sfruttati o esplorati per una piccola industria locale.Sullo spunto di
una richiesta fattami dagli amici Colombani, cerco con questo breve
studio di sintetizzare una descrizione delle varie località dove
il ricercatore e il curioso potrà avventurarsi.
MINIERE DELLA GROTTA ALL' ORO ( Ponte Merletti)
La Grotta e Miniera del Ponte dei Merletti , che visitai con
altri ricercatori dell' ex Gruppo Mineralogico Versilia di Seravezza
tra il 1990 e 1995, ha la caratteristica comune ad altre cavità
artificiali di questa parte dell'Alta Versilia di essere in
coabitazione con l'ambiente Ipogeo. Si tratta di alcune brevi gallerie
scavate nella prima parte di grotte naturali , situate alla confluenza
tra il canale di Campanice e la parte alta della Turrite Secca, in
calcari dolomitici (Grezzoni). La lunghezza accertata di questi scavi
varia dai 30 ai 100 m. in profondità e ricerche compiute
successivamente da gruppi speleologici hanno confermato la presenza
anche di ambienti ipogei di un certo livello, tali da essere
prossimamente nominati nel Congresso Nazionale di Speleologia.Le non
molte notizie storiche su queste buche si possono ritrovare su alcuni
testi di storia locale e mineralogia del periodo 1850-1900. Sia Simi
(1855) che D'Achiardi (1873) nominano una Grotta all'Oro nell'Alpe di
Terrinca dove entrambi gli autori vi segnalavano la presenza di
minerali di ferro (perlopiù Limonite e Pirite). E' assai
probabile che questa miniera sia riferibile alla Grotta suddetta.
Attrezzi ritrovati allora all'interno del tratto percorribile delle
gallerie nella parte artificiale, gradini scavati a scalpello per le
discenderie fanno ritenere una età dei lavori perlopiù
riferita ad una fase di numerose ricerche minerarie operate da alcune
società (De Laroche - Pouchain - Borrini, 1845-1860 ;
Società Mineraria Lucchese per le Alpi Apuane ,1870-1875) nelle
zone di Arni,Vagli,Monte Sumbra, per il sondaggio e sfruttamento di
filoncelli di minerali di Ferro (Pirite, Limonite), Rame (Calcopirite)
e Piombo (Galena argentifera).Nella zona di Ponte Merletti, nel luogo
detto Il Crocicchio dell'Alpe di Basati (leggenda molto nota nei paesi
di Terrinca e Basati) già Targioni Tozzetti (1773) su
indicazioni dell'ingegnere svedese K.Angerstein (1751) vi segnala
alcune escavazioni per ricerche di "Lapislazzuli" (in realtà di
Calcopirite alterata in Azzurrite e Malachite nei Cipollini )che
sarebbero state sfruttate durante epoche incerte, ma riferibili
comunque all'800.Queste mineralizzazioni si ritrovano all'interno di
piccole grotte nei Cipollini sottostanti alla località del Ponte
dei Merletti.
MINIERE DELL'AREA DI CAMPANICE
E' comunque da ritenere che nel periodo 1542-1545 i Medici, ottenuto il
pieno controllo del territorio versiliese con l'Acquisizione delle Alpi
di Basati e Terrinca, abbiano compiuto perlomeno ricerche su questi
filoncelli . In alcuni documenti dell'Archivio di Stato di Firenze di
quel periodo si nominano infatti le località di CAMPA, SALTO DEL
TEDESCO. (appena al di sopra della nostra miniera si ritrova una costa
rocciosa chiamata Bucone dei Tedeschi , e il toponimo è molto
antico; alcuni abitanti del luogo mi accompagnarono a vedere alcune
piccole buche che erano inequivocabilmente ricerche per minerali di
Piombo come ho già visto nelle vicine miniere del Bottino) per
punti di ricerca Medicei di minerali utili, subito abbandonati.
Comunque sono tutte ipotesi da verificare. Altri luoghi dove sarebbero
avvenuti scavi di minerali di Piombo si ritrovano alla nota fonte della
Materrata presso Passo Croce, a Lanzino, nel Canale di Lamponeta o
Monte di Lampo, come attestato anche da antiche carte del 1750 circa
conservate all'Archivio di Stato di Firenze (Azzari, 1990).
MINIERE DI PUNTATO
Un esempio simile alla Grotta Miniera di Ponte Merletti, lo si
può ritrovare nelle brevi gallerie artificiali per sfruttamento
di piccoli filoni di Ferro e Rame, che si ritrovano in corrispondenza
delle grotte della Buca della Miniera Bassa e Alta ( vedi Catasto
Grotte della Toscana ) sul versante Est del Monte Freddone; queste
gallerie hanno una precisa cronistoria come Miniere del Monte di
Lievora tra il 1720 e il 1755 (vedi Targioni Tozzetti, 1773 ; Pacchi
1785) e coltivate regolarmente in quel periodo da certi sigg.ri Suardi
e Santini per estrarvi rame (calcopirite) e grossi noduli di pirite
alterata nelle rocce calcaree (Grezzoni, Cipollini). Probabilmente
queste escavazioni sono contemporanee a quelle compiute nella zona del
non lontano paesino di Colle Panestra (sottostante alla strada del
Piglionico per il Rifugio Rossi alla Pania), dove ancora oggi si
ritrovano diversi scavi piuttosto interessanti per la tecnica mineraria
effettuata.Piccoli affioramenti di Mercurio (Simi, 1855) sarebbero
segnalati nelle località di Arcaja e Cansoli, appena sottostanti
a Terrinca e probabilmente proseguimento di piccoli livelli della
mineralizzazione a mercurio nativo e cinabro delle vicine miniere di
Levigliani.Presso Cansoli e sotto La Costa sono state segnalate anche
alcune ricerche di minerali di ferro compiute nel 1935-1936 per
saggiare piccoli filoni.La località senza dubbio più
misteriosa perché finora mai ritrovata in ricerche da me
compiute (i Terrinchesi doc forse potrebbero darci indicazioni utili)
è il luogo detto la Conca di Fondo dell'Alpe di Terrinca, dove
nel 1863-65 l'avvocato Giuseppe Santini (ex direttore delle Miniere di
Ripa e Valdicastello) fece compiere ricerche e analisi dei minerali in
questa località segnalando anche piccole quantità di oro
(Lopes Pegna, 1953; Federigi, 1981).In vari punti degli Alpeggi di
Puntato e Col di Favilla si segnalano altri luoghi dove furono
ritrovate quantità di minerale di ferro e rame, ma in ogni caso
si tratta di piccolissimi affioramenti di infima importanza.Il
territorio di Terrinca, già ricco di attrattive come le
incisioni rupestri e le insegne religiose, possiede altre ricchezze
spesso nascoste che credo spetti soprattutto ai suoi abitanti e ai
volonterosi Colombani andare a scoprire e approfondire.
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