A
ALLANITE (Ca,Ce) 2 FeAl2 O (OH) Si2O7
Classe : Silicati
Sistema : Monoclino
Durezza : 5.5 – Densità : 3.5-4.0 g/cmc
Denominata fino a pochi anni fa con il nome di Ortite, l'Allanite
è un silicato del gruppo dell'Epidoto che ha la
particolarità di contenere Terre Rare, ossia elementi in tracce
come il Cerio e il Lantanio con piccole ma significative
quantità di Torio e Uranio.
Si ritrova solitamente in cristalli prismatici allungati o spesso
tabulari, quasi sempre di colore nero o verdastro.
I principali ritrovamenti di cristalli di questa specie nel mondo si
sono avuti in località quali:
·Krager e Arendal in Norvegia, in grossi cristalli neri.
·Amelia, Madawaska, Pelham, Pacoima Canyon negli U.S.A.
·In diverse località della Groenlandia associata a molti
minerali delle pegmatiti.
·In Val Rauris in Austria. Una varietà violacea
trasparente molto rara compare in piccoli cristalli nelle fessure
alpine del San Gottardo e del Lucomagno.
·In Italia si hanno ritrovamenti importanti soprattutto nelle
pegmatiti della Val Masino, in cristalli anche di vari centimetri
associati a Monazite; abbastanza abbondante si ritrova anche nelle
tonaliti dell'Adamello o in Val Sissone. In piccoli cristalli
l'Allanite è associata alla Delorenzite nelle pegmatiti della
Val Vigezzo.
·Le località apuane più significative sono quelle
della Miniera di Buca della Vena presso Stazzema, e delle vene di
quarzo metamorfiche della scaglia rossa dell'Acqua Bianca presso
Gorfigliano, in Garfagnana. Nella prima località, furono
segnalati da Orlandi (1986) “ tre cristalli immersi in una vena
di barite... di circa due millimetri di lunghezza, di abito prismatico
nero”.
Orlandi et al. (2002) segnalano poi in un importante studio la presenza
dell'Allanite nelle vene di quarzo metamorfiche in metadiaspri e
calcescisti dell'Acqua Bianca, in una estetica associazione di tipo
“alpino”,di cristalli di Quarzo, Ematite, Anatasio,
Fluoroapatite, Ce-Sinchisite, Thorite. Rutilo.
L'Allanite è segnalata come il minerale più tipico di
questa località fin dal 1988-1990, in cristalli
prismatici-aciculari vitrei e trasparenti, spesso inclusi nel quarzo
cristallino, con lunghezza fino a 5 mm. Assieme alla Sinchisite, questa
varietà di Allanite si è rivelata di buon pregio estetico
e scientifico.
P.Orlandi, F.Checchi (1986) – La miniera di Buca della Vena
– Rivista Mineralogica Italiana, fasc. 2.
P.Orlandi, A.Dini, E.Gemignani, L.Pierotti, U.Quilici, M.Romani (2002)
– I minerali delle vene di quarzo dell'Acqua Bianca, Gorfigliano
(Lucca) – Rivista Mineralogica Italiana, 4, pagg. 216-223.
autori: Marco Bachelli - Sergio Mancini
ANATASIO TiO2
Classe : Ossidi
Sistema : Tetragonale
Durezza : 5-5.6 - Densità : 3.9
Insolubile agli acidi
Il nome Anatasio deriva dal greco Anatasis = allungato e probabilmente
gli è stato attribuito in relazione alla forma dei cristalli,
che si presentano normalmente come ottaedri piuttosto allungati ma che
in realtà sono bipiramidi; a causa della forma dei cristalli
viene impropriamente chiamato Ottaedrite.
In ordine di rarità è la seconda modificazione polimorfa
del biossido di Titanio, che cristallizza anche come Rutilo e Brookite
(si dicono polimorfe le sostanze che danno luogo a strutture diverse,
cioè a diverse modificazioni cristalline).
I cristalli, oltre che in bipiramidi perfettamente terminate da punte
aguzze si presentano anche come bipiramidi tronche, con le punte
tagliate parallelamente alla base a varie altezze, fino ad arrivare a
cristalli tabulari e altre forme più complesse. Normalmente
traslucidi, a volte trasparenti, i cristalli di Anatasio presentano una
discreta gamma di colori, da nero a blu zaffiro, rosso, bruno, giallo
miele, viola, rosa, verde,ecc.).
Le località di ritrovamento più note sono :
· Rausis (Salisburgo, Austria) e Kutna Hora (Boemia) , Minas
Gerais in Brasile
· Molte località alpine tra le quali ricordiamo la valle
di Binn, la Valle Aurina, Beura, il vallone del Triolet e il ghiacciaio
del Miage in Val d'Aosta; la Val Formazza, la Valtellina, la Val
Malenco e la Val di Vizze.
· Altre località di ritrovamento in Italia si hanno nelle
idrotermaliti del bolognese e in Toscana, nei diaspri di Montenero.
· Nelle Alpi Apuane, cristalli dal tipico abito bipiramidale in
associazione a dolomite e adularia si trovano nelle cave di marmo di
Crestola Bassa e di Torano in geodi del marmo a contatto con dolomie
rosate; i cristalli più piccoli sono spesso trasparenti e di
colore bruno rossastro.
Dalla Miniera di Buca della Vena provengono gli esemplari migliori per
qualità e varietà di forme e colori: in associazione a
cristalli romboedrici di dolomite si trovano non raramente cristalli
bipiramidali di qualche millimetro di lunghezza con abito a punta, di
colore mielato, rossastri, verdi o blu.
Più raramente sono stati trovati cristalli tronchi o campioni
dove accanto ad individui di Anatasio sono cresciuti cristalli di
Rutilo; sono presenti inoltre cristalli con tipiche striature di
accrescimento e geminati, ma gli esemplari più caratteristici
della località sono quelli tabulari neri, lucentissimi, di
dimensioni submillimetriche, caratterizzati da un abito bipiramidale
molto appiattito, in piccole geodi della dolomia in associazione a
Derbylite vanadinifera.
Oltre che a Carrara e Buca della Vena, l'Anatasio è stato
segnalato come raro anche nelle miniere del Pollone e del Bottino.
ANGLESITE PbSO4
Classe : Solfati
Sistema : Rombico
Durezza 2,5 – 3.0 – Densità 6.38
E' uno dei più comuni minerali secondari di Piombo, derivato
dalla alterazione della Galena. Essendo un minerale relativamente
comune, sono molte le località dove lo si ritrova associato nei
giacimenti di Pb e Zn, in cristalli prismatici assai brillanti
perlopiù incolori o giallo chiaro.
L'Anglesite si ritrova in varie miniere americane (Wheatley, Yellow
Pine nel Nevada) e in Inghilterra (Anglesey, località
originaria; Matlock e Cromford nel Derbyshire).
Bei cristalli verdolini trasparenti su galena provengono da Toussouit
in Marocco.
Splendidi campioni provengono dalle miniere di Tsumeb in Namibia e da
Broken Hill in Australia, ma i migliori campioni in assoluto di questa
specie si ritrovavano nelle miniere sarde di Piombo di Monteponi,
Cuccuru Pau nell'Arburese, Masua; Montevecchio nell'Iglesiente, e
qualche bel raro cristallo viene ancora oggi scoperto.
Piccoli cristalli con cerussite vengono segnalati in Liguria (Noli) in
vecchi saggi minerari per galena.
Sulle Alpi Apuane l' Anglesite è stata segnalata nelle miniere
di Pb e Zn ; al Bottino si hanno dubitative segnalazioni in piccoli
cristalli nelle geodi della galena, a Valdicastello vengono segnalati
piccoli cristalli incoloro-giallastri in galena più o meno
alterata, associata a Cerussite, Piromorfite e Solfuri.
APATITE Ca5 (F,OH) (PO4)3
Classe : Fosfati
Sistema : Esagonale
Durezza : 5 – Densità : 3.18
L'Apatite è un minerale tra i più comuni,
che si rivela molto importante in quanto costituente essenziale delle
ossa dei vertebrati e con maggiori contenuti di fluoro nei denti.
Appartiene al gruppo dei fosfati con anioni estranei come F, OH, Sr,
Pb, Cl. Sensibile al calore, deve essere trattata con molta cura per la
preparazione di pietre da taglio.
Proprio in base alla maggiore presenza di alcuni anioni, si distinguono
le varietà principali Idrossiapatite (OH), Fluoroapatite (F).
I cristalli sono sempre ad abito esagonale con abito tabulare o
prismatico, con colore variabile dal bianco, incolore, giallo, lilla,
azzurro, violetto.
Fare un resoconto delle località principali di questa specie
è quasi impossibile e se ne puo' fare un elenco molto sintetico.
In america, è stata ritrovata nella località originaria
di Mount Apatite e nelle pegmatiti del New England in cristalli fino a
3 cm.; presso San Diego in California è stata utilizzata in
gemmologia.
Enormi cristalli opachi lunghi fino a 50 cm. Sono stati ritrovati in
varie località del Canada (Quebec, Ontario). Nel Messico
è da tempo un giacimento 'classico' quello di Cerro de Mercado
presso Ciudad Durango, in splendidi cristalli limpidi gialli di circa 2
cm.
Ottimi cristalli di Apatite associati a quarzo e tormalina, di colore
verde o azzurro, si trovano di frequente nelle pegmatiti di Minas
Gerais in Brasile.
In Europa, si hanno ottimi cristalli in diverse località
(Panasqueira in Portogallo, Slavkov e Ehrenfriedersdorf in Boemia,
Cechia; Jumilla in Spagna con cristalli gialli in rocce vulcaniche,
Epprechenstein nel Fichtelgebirge, Germania; Kola e Varutrask in
Russia, Snarum e Nordmark in Scandinavia).
I migliori campioni provengono pero' dalle fessure alpine di varie
località, tra cui la Valle Aurina e presso il Lago della Sella
al Gottardo; bellissimi cristalli tabulari si hanno nelle rodingiti
della Val d'Ala, di Bellecombe in val d'Aosta, in Val Devero e a Beura
in Valdossola.
Nelle Alpi Apuane, l'Apatite ha avuto il primo e più notevole
ritrovamento nel 1871 in cristalli bianchi o rosa acceso nelle geodi di
quarzo dei cantieri alti delle Miniere del Bottino. La bellezza di
questi cristalli, lunghi fino ad 1 cm., suscito' l'interesse per uno
studio cristallografico ad opera di G.Streuver a Torino, ove è
disegnato un cristallo tipico di queste miniere, con abito tabulare
abbastanza schiacciato.
In seguito l'Apatite venne ritrovata anche nella piccola miniera di Pb
di Cascatoia presso S.Anna di Stazzema, in piccoli cristalli limpidi e
tabulari nel quarzo.
Individui quasi centimetrici bianco sporco sono stati segnalati alle
miniere del Pollone, e rari cristalli alterati biancastri si ritrovano
si trovano nelle geodi a quarzo, clorite, lazulite di Cerreta San
Nicola presso Strettoia.
Splendidi cristallini della varietà ricca in fluoro sono stati
analizzati nel 1981 e in anni successivi nelle geodi dei marmi di
Carrara e Ceragiola in individui incolori, non facilmente distinguibili
sulla calcite limpida delle cavità.
APUANITE (Fe 2+) (Fe3+) 4 Sb 4 O12
Questa particolare specie mineralogica (un composto misto tra ossido e
solfuro di ferro bi- e trivalente) è stata finora rinvenuta nel
mondo soltanto nella piccola miniera di Buca della Vena, in cristalli
lucenti neri o di colore opaco dall'abito più frequente
pseudocubico. In realtà l'abito cristallino di questa prima
specie rara della miniera, scoperta nel 1979 e determinato da studi di
Mellini, Orlandi e Merlino è piuttosto complesso, di simmetria
rombica.Fino a qualche anno fa era possibile rinvenire ottimi campioni
di questa specie in cristalli fino ad un centimetro di spigolo,
associati ad altri due ossisolfuri “gemelli” (Versiliaite e
Schafarzikite, riconoscibili solo con analisi diffrattometriche). Oggi
qualche raro cristallo piuttosto piccolo è ritrovabile.La
paragenesi tipica dei campioni cristallizzati si ha in geodi di dolomia
giallastra che costituisce la roccia incassante. In queste dolomie
è avvenuta la sostituzione dei carbonati per
“digestione” idrotermale da parte di fluidi carichi in
ferro, con deposito di masse lentiformi di ematite e magnetite e barite
secondaria, che hanno coinvolto la società SIMA del gruppo Edem
a coltivare per circa 25 anni il giacimento.Molto frequente è il
ritrovamento di cristalli cubici inglobata nella dolomia vicino al
bordo di reazione tra i carbonati e le masse ferrose, in associazione a
Bournonite, Berillo, Stibivanite, Derbylite e rari solfosali di
Pb,Sb,O,Fe.
La ricerca frenetica da parte di collezionisti da tutto il mondo ha
negli ultimi anni ridotto notevolmente le possibilità di
ritrovamento di campioni importanti. Ancora di frequente si possono
ritrovare cristallini neri lucenti di 1-3 molto spesso associati a
rutilo e anatasio, con cristalli di barite di abito tabulare.
ARSENOPIRITE Fe As S
Classe:Solfuri
Sistema: Monoclino
Durezza: 5-5.6
Densità: 6.0
E' il più comune minerale di Arsenico ed in
atichità era conosciuta come “pirite velenosa”
proprio per l'elevato contenuto di questo elemento (circa il 46%).
E' un minerale tipico dei filoni metalliferi dove si rinviene
normalmente in masse compatte o granulari, più raramente in
cristalli tozzi o prismatici frequentemente geminati, di colore bianco
stagno e con lucentezza metallica. Particolarità della
Arsenopirite è quella di poter contenere vari elementi pregiati
come Cobalto, Argento e Oro. Il maggior giacimento mondiale è
quello di Boliden in Svezia. Altri grandi giacimenti si hanno in
Cornovaglia (Inghilterra), Freiberg in Germania, Panasqueira in
Portogallo, Ungheria, Trepca in Serbia-Montenegro e in Messico.In
Italia è scarsamente diffusa in varie località :
all'interno dei giacimenti auriferi di Pestarena e Alagna Valsesia in
Valle Anzasca, nei micascisti e gneiss, se ne ha una finissima
dispersione in cristalli e masserelle compatte con pirite, con oro
nativo incluso o in quarzo. Il giacimento, attivo fino al 1964 , fu il
più importante d'europa. All'interno la Arsenopirite si trovava
in bei cristalli, con un tenore in oro spesso da 10-12 fino a 35 grammi
per tonnellata, soprattutto nei noduli di pirite e quarzo.Grossi
cristalli furono trovati nei pressi delle Miniere della Selva a Casale
di Pari (Grosseto).
Nelle Alpi Apuane, bei cristallini anche geminati
(alcuni di dimensioni notevoli, fino a 2 cm.) sono stati trovati nei
tratti iniziali delle gallerie di Monte Arsiccio al contatto tra scisti
e mineralizzazioni a banchi di pirite e barite e nelle discariche
lasciate lungo la strada mineraria di collegamento tra Monte Arsiccio e
le Miniere del Pollone.Arsenopirite in cristalli disegnati di abito
prismatico complesso furono segnalati alle Miniere di Valdicastello nel
1873 da D'Achiardi.Piccoli cristalli di Arsenopirite sono stati
ritrovati nelle miniere di S.Anna, nel marmo di Carrara e di Seravezza.
Arsenopirite di abito scuro, associata a Pirrotina è stata
ritrovata raramente alle Miniere del Bottino.
A.D'Achiardi (1873) – La Mineralogia della
Toscana – Nistri Editore, Pisa, 2 voll.
R.Bruck (1985) – La Miniera d'Oro di Pestarena e altri giacimenti
auriferi italiani – Comunità Montana Valle Anzasca, pagg.
206.
ARSENOPOLIBASITE (Ag, Cu, Fe) 16 (As, Sb) 2 S 11
Classe : Solfosali
Simmetria : Monoclina
Durezza : 2-3Densità : 6.1
E' un raro solfosale appartenente alla miscela isomorfa
Polibasite-Pearceite, con una percentuale media in arsenico del 4.70%
in peso e un titolo in Argento del 72% circa.La simmetria monoclina
della specie è mascherata quasi sempre da un abito dei cristalli
pseudoesagonale. Si ritrova frequentemente anche in masse compatte e
nerastre, in ammassi filoniani dove si puo' ritrovare una percentuale
in rame del 3-5.2% in peso.
I principali giacimenti della specie sono del tipo filoniano con altri
solfuri e solfosali di argento o in miniere di Ag nativo.I migliori
esemplari si hanno in miniere messicane (Sierra Juarez, Guanajito, in
grossi cristalli di Polibasite)e nelle vecchie ricerche della Germania
e Boemia (Pribram, Freiberg); a Quespisza in Peru' e a Schemnitz in
Cecoslovacchia.Alcune miniere americane del Colorado e dello Utah
presentano cristalli di Polibasite piuttosto estetici, sempre ad abito
pseudoesagonale.In Italia, cristalli e masserelle sono state ritrovati
in varie miniere argentifere del Sarrabus.
Nelle Alpi Apuane, fu riconosciuta nel 1970 in piccole masserelle molto
rare, con cristallini esagonali neri sempre inferiori al millimetro,
all'interno delle vene di tetraedrite con quarzo, fluorite e barite
della vecchia miniera e grotta carsica dell'Angina, nella vallata del
Ferraio presso S.Anna di Stazzema.Alla Arsenopolibasite sono associati
in piccolissimi cristalli specie rare come Bornite, Erubescite,
Enargite.
S.Menchetti (1970) – Sulla Arsenopolibasite del
Canale dell'Angina – Atti Soc. Tosc. Sc. Nat., proc. Verb.
S.Mancini, M.Bertoni, C.Gambi, M.M.Balderi (1997) – La Buca
dell'Angina. Una grotta e miniera delle Alpi Apuane – Talp, 17.
AURICALCITE (Zn, Cu) 5 (OH )3 (CO3)2
Classe : carbonati
simmetria : rombica
durezza : 1-2
densità : 4.0
L'Auricalcite è un carbonato di Zinco e Rame con
elemento di ossidrile OH che cristallizza in sottili lamelle
rettangolari allungate di colore azzurro verdastro chiaro.I cristalli
sono quasi sempre molto fragili, data la bassa durezza, hanno una
notevole sfaldabilità e si presentano di frequente aggregati in
gruppi a ventaglio.Un tempo questo minerale veniva chiamato
“fiore d'ottone” dato che il nome antico di quest'ultimo
(Oricalco) era dato alla lega metallica zinco + rame.
Le principali località nel mondo che hanno dato bellissimi
campioni cristallizzati sono le miniere di Tsumeb in Namibia e Mindane
nello Zaire, in Africa o da Mapimì in Messico.Interessanti sono
i campioni ritrovati nelle scorie delle vecchie miniere d'argento di
Laurion in Grecia; ottime località in europa sono le miniere
scozzesi di Matlock, di Chessy presso Lione in Francia e a Santander in
Spagna.
In Italia, i migliori esemplari provengono dalle zone di alterazione di
giacimenti di rame e zinco, associata a malachite, azzurrite, cuprite,
Idrozincite.Campioni di notevole pregio provengono dalle vecchie
miniere di Campiglia Marittima, in aggregati di cristalli aghiformi
colore azzurrino; da vecchie ricerche minerarie in Val Seriana presso
Bergamo o nella zona della Valle dei Mercanti presso Schio.Buoni
campioni ricercati come micromounts provengono anche da miniere della
Val del Riso, associata a solfuri di As e Ag, e nelle miniere di Zn di
Zorzone in Val Brembana. Le località italiane sono comunque
molto numerose.Nelle Alpi Apuane, da tempo sono noti campioni di
piccoli cristalli verdastri nelle miniere di rame di Colle Panestra nel
territorio di Molazzana (Monte Rovaio, loc. Piglionico) associati a
calcopirite, malachite e brochantite.
Segnalazioni rare si hanno per le miniere piombozincifere come il
Bottino e il giacimento massese del Frigido, come alterazioni della
calcopirite.